Le Torri di Bologna

Testi tratti da I bambini alla scoperta di Bologna a cura di Silvana Sola, Palombi & Partner, 2009

A Bologna, tra l’XI e il XII secolo, vennero costruite più di 100 torri che, in quel periodo di lotte tra opposte fazioni, rappresentavano un utile strumento di difesa e offesa. Agli inizi del 1500, però, il clima politico in città cambiò radicalmente e si instaurò un sistema di governo che rimase stabile per secoli. Le torri persero allora la loro funzione di difesa e non furono più considerate simbolo di prestigio e di potere di una famiglia.  Gli antichi proprietari ormai vivevano in grandi e comodi palazzi e le torri finirono per essere considerate poco più di una presenza ingombrante. Ogni tanto una crollava perché colpita da un fulmine o scossa da un terremoto o solamente per mancanza di manutenzione. Ne rimangono visibili poco più di una quindicina, mentre di altre si conservano i resti nelle cantine o all’interno degli edifici.

Oggi la torre degli Asinelli e la Garisenda sono diventate uno dei più importanti simboli della città.

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LE DUE TORRI DI BOLOGNA- ASINELLI E GARISENDA

Testo di Bologna Welcome

Simbolo comunemente riconosciuto di Bologna, le due torri sono collocate strategicamente nel punto di ingresso in città dell’antica via Emilia. L’isolamento in cui ci appaiono oggi al centro dello slargo di piazza di Porta Ravegnana non corrisponde all’originaria sistemazione con costruzioni lignee intorno e passaggi sospesi di collegamento.

Realizzate in muratura come poche altre costruzioni, svolgevano importanti funzioni militari (di segnalazione e di difesa) oltre a rappresentare con la loro imponenza il prestigio sociale della famiglia. Alla fine del XII secolo se ne contavano in città un centinaio di cui solo una ventina, sopravvissute ad incendi, guerre e fulmini, sono oggi ancora visibili. Recente è la ricollocazione dinanzi alle torri di una statua di San Petronio di Gabriele Brunelli del 1670, che era stata rimossa nel 1871 “per motivi di traffico”.

Torre degli Asinelli 

La Torre viene costruita tra 1109 – 19 dalla famiglia omonima e passa al Comune già nel secolo successivo. Alta 97,20 m presenta uno strapiombo di 2,23 metri e una scalinata interna di 498 gradini terminata nel 1684. Il basamento è circondato da una ‘rocchetta’ realizzata nel 1488 per ospitare i soldati di guardia. Oggi sotto il portico sono state ricollocate alcune botteghe di artigianato a ricordo della funzione commerciale svolta dal medievale ‘mercato di mezzo’.

Torre Garisenda

La vicina Torre Garisenda, coeva alla precedente, si differenzia visivamente per la minore altezza di soli 47 metri e il forte strapiombo (3,22 m) dovuto ad un precoce e maggiore cedimento del terreno e delle fondamenta. Dante che la vide ancora integra la paragona ad Anteo chinato nel XXXI Canto dell’Inferno. A metà del XIV secolo si rende necessario l’abbassamento. Il rivestimento in bugne di selenite alla base risale invece alla fine del XIX secolo.

LA LEGGENDA

Testo di Bologna Welcome

Si racconta che nel XII secolo, un muratore molto povero che viveva a Bologna, possedeva due asinelli i quali trainavano il suo carro che trasportava sabbia e ghiaia dal fiume Reno ai cantieri della città.

Un giorno, mentre l’uomo scavava le fondamenta di una casa, gli asinelli iniziarono a scavare insistentemente in un punto del terreno. Nel tentativo di fermarli, l’uomo notò qualcosa che attirò la sua attenzione: un baule pieno di monete d’oro.

Per paura che gli portassero via il denaro, l’uomo non rivelò a nessuno la sua scoperta e continuò a vivere modestamente, custodendo gelosamente il suo prezioso tesoro.

Qualche tempo dopo, il figlio del muratore, camminando per la città, scorse una bellissima fanciulla affacciata ad una finestra e se ne innamorò perdutamente.

La fanciulla, che apparteneva ad una delle famiglie più ricche e nobili di Bologna, ricambiava totalmente il sentimento, ma quando il giovane si recò dal padre dell’amata per chiedere la sua mano, lui lo schernì affermando che non avrebbe mai dato in sposa la figlia ad un uomo così povero a meno che questi non fosse stato in grado di costruire una torre che superasse in altezza tutte le altre della città.

Il figlio del muratore si allontanò sconsolato e, una volta tornato a casa, si confidò con il padre, che subito gli consegnò il tesoro che fino ad allora aveva segretamente conservato. Il giovane si recò allora da un capomastro, ordinando la costruzione della torre, che, dopo nove anni, fu terminata. I due innamorati coronarono così finalmente il loro sogno e la loro unione fu celebrata con grande gioia.

La torre fu soprannominata la Torre degli Asinelli in onore dei due fedeli animali che trovarono il tesoro.